Coronavirus: uno studio mostra le superfici più contaminate, ma basta pulirle

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La ricerca effettuata in ospedale su pazienti con sintomi: aria pulita e medici protetti. Attenzione a water, lavandini, interruttori, maniglie. Dopo la disinfezione le superfici tornavano libere dal virus

Uno studio effettuato a Singapore e da poco pubblicato su un’importante rivista scientifica, JAMA, mostra l’entità della contaminazione da coronavirus quando si è in presenza di un paziente infetto con sintomi importanti, quindi in ospedale e quali sono le superfici più a rischio.

Lo studio
Sono stati raccolti campioni dalle superfici (26 siti) di stanze sterili, dai dispositivi di protezione indossati dai medici che entravano, e nell’aria della stanza e sono state misurate le cariche virali. Coinvolti, dal 24 gennaio al 4 febbraio, tre pazienti con malattia grave. Il campionamento dell’aria è stato effettuato per 2 giorni nella stanza e nell’anticamera e fuori dalla stanza. I campioni sono stati raccolti durante 5 giorni per un periodo di 2 settimane. La camera di un paziente è stata campionata prima della pulizia di routine e le camere di 2 pazienti dopo la pulizia giornaliera di routine.

La pulizia sconfigge il virus
La buona notizia è che dopo la pulizia le superfici erano libere da virus: la stanza del paziente A è stata campionata nei giorni 4 e 10 della malattia mentre il paziente era ancora sintomatico, dopo la pulizia ordinaria. Tutti i campioni erano negativi. Il paziente B era sintomatico il giorno 8 e asintomatico il giorno 11 della malattia; i campioni prelevati in questi 2 giorni dopo la pulizia ordinaria erano negativi.

I posti più contaminati
Grazie alla stanza del paziente C, i cui campioni sono stati raccolti prima della pulizia ordinaria, si è potuto studiare la permanenza del virus sulle superfici: 13 posti su 15 nella stanza sono risultati positivi al virus e 3 posti su 5 nel bagno, tra cui water, lavandino e maniglia della porta (il paziente aveva tracce di virus nelle feci). I campioni di anticamera e corridoio erano negativi. I campioni di aria erano negativi nonostante l’entità della contaminazione ambientale. I dispositivi di protezione dei medici erano tutti negativi tranne un pezzo della punta di una scarpa (comunque con carica virale molto bassa).

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