Biscotti buongrano

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di Luciano O. Atzori

Il brand Mulino Bianco (nota azienda leader nella produzione di biscotti e di merendine), appartenente al colosso Barilla, recentemente ha deciso di investire in maniera più marcata in prodotti alimentari buoni, sani e totalmente sostenibili.

Infatti, recentemente la Mulino Bianco ha messo in commercio il primo biscotto Buongrano ecosostenibile che nasce dalla collaborazione tra la Barilla, il WWF, l’Università della Tuscia di Viterbo e l’Università di Bologna.

Nella produzione di questi biscotti si rispetta interamente la nuova “Carta del Mulino”, il recente e innovativo disciplinare del Mulino Bianco, costituito da dieci regole, che rivoluziona la produzione dei prodotti da forno ottenuti da grano tenero.

Nella produzione di questi biscotti la società si impegna:

  1. ad alternare le coltura (cioè ad effettuare specifiche rotazioni agrarie) per evitare l’impoverimento del terreno. Usando la tecnica della rotazione, viene mantenuta la struttura del suolo, aumentando la fertilità e limitando la presenza di parassiti e di erbe infestanti;
  2. a usare esclusivamente sementi certificate non OGM;
  3. all’assoluto divieto di utilizzo dei Neonicotinoidi (insetticidi usati in agricoltura per controllare lo sviluppo di insetti dannosi) molto pericolosi per le api;
  4. a destinare il 3% dei campi alla coltivazione di fiori in modo da attirare gli insetti impollinatori (tra i quali le api);
  5. a vietare in maniera assoluta dell’uso del Glifosato (erbicida, particolarmente pericoloso per la salute umana e non, molto usato nell’agricoltura convenzionale).

Le 10 regole della CARTA del MULINO sono:

Regola 1
Ai coltivatori di grano tenero viene richiesto di rispettare i requisiti della Carta del Mulino la cui corretta applicazione è verificata tramite un ente di controllo indipendente (RINA). Ai Mulini e agli Stoccatori viene inoltre richiesto di certificarsi secondo lo standard ISCC PLUS (International Sustainability and Carbon Certification).

Regola 2
Le aziende devono adottare, per le colture principali, un piano di rotazione che preveda:

  • una successione minimo quinquennale;
  • almeno tre colture diverse (nel quinquennio) tra cui, obbligatoriamente, almeno una leguminosa;
  • massimo un ristoppio;
  • la successione del grano tenero all’avena, farro, frumento duro, orzo, segale e il triticale è considerato un ristoppio.
    Al fine del calcolo del numero di colture nel quinquennio, il grano tenero non si differenzia dal grano duro, farro e triticale perché tutte appartengono allo stesso genere botanico.
    Nel caso di presenza di erba medica per almeno tre anni nel quinquennio di riferimento non è necessario avere tre colture.

Regola 3
Creazione di aree d’interesse ecologico inerbite con semina di mix di piante a fiore (leguminose e/o specie di altre famiglie di piante nettarifere) costituite da:

  • fasce inerbite temporanee, posizionate all’interno delle stesse parcelle a grano tenero, aventi una dimensione minima equivalente al 3% della SAU a grano tenero coinvolta nel progetto “Carta del Mulino”;

OPPURE

  • fasce inerbite temporanee, posizionate a non più di 5 metri dai confini della parcella a grano tenero, aventi una dimensione minima equivalente al 3% della SAU a grano tenero coinvolta nel progetto “Carta del Mulino”;

OPPURE

  • fasce o aree inerbite permanenti, aventi dimensioni minima equivalente al 3% della SAU a grano tenero coinvolta nel progetto “Carta del Mulino”. Le aree d’interesse ecologico permanenti devono derivare dalla SAU aziendale, incrementando le aree preesistenti al 2017.
    È vietato il trattamento con prodotti chimici in tutte le aree d’interesse ecologico ed è permesso solo uno sfalcio, dopo la fioritura.

Regola 4
Uso delle varietà di frumento indicate da Barilla.

Regola 5
Vengono utilizzate solo sementi certificate di cui vengano garantite identità, purezza varietale, germinabilità e sanità. Inoltre è vietato l’utilizzo di materiale vegetale OGM.

Regola 6
È vietato l’uso di neonicotinoidi per il trattamento del seme.

Regola 7
È vietato l’uso del glifosate dalla semina fino al raccolto e, grazie all’ente di Controllo RINA, verifichiamo il rispetto della regola non solo in Italia (dove l’utilizzo del glifosato è già vietato, solo nella fase di pre-raccolta*) ma anche in quei Paesi in cui sarebbe consentito dalle normative locali.
* Il divieto di utilizzo del glifosate in Italia è normato dal DM 9.8.2016

Regola 8
Le partite di grano tenero ottenute secondo le regole della “Carta del Mulino” devono essere raccolte e consegnate separatamente da tutte le altre.

Regola 9
Le strutture per la conservazione del grano e i mulini devono assicurare l’identificazione e una gestione dedicata dei lotti di grano tenero appartenenti al progetto “Carta del Mulino”.

Regola 10
Per conservare il grano chiediamo di utilizzare metodi fisici (come la refrigerazione o l’atmosfera modificata), cosi come metodi ammessi in agricoltura biologica e di limitare l’utilizzo di sostanze chimiche.

Il non uso di particolari sostanze chimiche di accertata pericolosità rende i prodotti, attraverso il rispetto del disciplinare la “Carta del Mulino”, più sani per l’uomo e al contempo favorisce la biodiversità. Insomma la Mulino Bianco sta percorrendo la giusta e integerrima strada per diventare un’azienda simbolo di agricoltura sana e al contempo sempre più sostenibile.

Ci si augura che questa virtuosa iniziativa della Mulino Bianco molto presto la si adotti per la produzione di differenti e molteplici biscotti e merendine. Nel frattempo si consiglia l’uso di questi sani ed ecosostenibili biscotti.

Per chi volesse più informazioni sulla “Carta del Mulino” può accedere al seguente link https://www.mulinobianco.it/lacartadelmulino/Carta-del-mulino-regole.pdf

© Produzione riservata

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Dr. Luciano O. Atzori
Biologo – Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute
Divulgatore Scientifico – Consulente agroalimentare
Co-founder ISQAlimenti.it