Ci fa bene mangiare un pollo di allevamento intensivo?

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La risposta secondo il coordinatore della commissine per la sicurezza degli alimenti, Luciano Atzori, è semplice: «no». Qui ci racconta di antibiotici, superbatteri resistenti, microbi che sarebbe meglio non prendere. Pensate che non vi riguardi? Controllate che pollo avete in frigo.

Negli allevamenti intensivi, da cui escono 9 sui 10 polli che trovate in commercio, i polli non vivono più nella gabbie (finalmente abbandonate) ma la vita non è comunque facile, anzi: sono sul pavimento di grandi capannoni schiacciati l’uno all’altro come all’uscita di un concerto.

Un’enorme distesa di piume, un “tappeto animale”, in condizione di reale sovraffollamento.

Secondo la legge (la direttiva dell’Unione Europea 2007/43/CE) tutto questo va bene, ma farli vivere così è una cosa accettabile? E fa bene a noi mangiare un pollo che è vissuto così? La risposta viene da Luciano Atzori – Segretario Nazionale dell’Ordine dei Biologi, e Coordinatore della commissione permanente di studio igiene, sicurezza e qualità degli alimenti – che da quasi 30 anni si occupa a 360 gradi di sicurezza degli alimenti.

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